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E corro ...
Ogni giorno spalanco le porte della vita e corro ...
corro verso quel vuoto che amo ... quel vuoto in cui tutto è possibile ... quel vuoto che ha il volto dell'infinito e il profumo della libertà ... reinvento i colori dell'alba e creo presagi d'amore con nuovi fotogrammi di luce ... e corro ... lasciandomi alle spalle le note distorte dei passi perduti ... per arrivare senza fiato dove la musica del mare
danza col suono dei miei pensieri ... E mentre corro ... intravvedo la tua ombra silenziosa ... ti sorrido ... e sfioro la tua anima con baci di vento ... Pensando a te ...
Raccolta nell'intima magia di quest'attimo di quiete ...
mi lascio cullare da onde di energia che danzano nell'aria appassionate ... folli e travolgenti come un tango ...
struggenti come le note roche di un vecchio blues ... non posso fermarle ... non voglio... sarebbe come strappare le ali del cuore ... quelle ali che volano sempre verso il tuo cielo ... attirate da quella musica che mi avvolge quando il pensiero di te scorre nelle mie vene impetuoso come il mistral che spettina il mare ... naturale come l'aria che respiro ... e sorrido ... sorrido a te che sei dentro di me ora ... essenza della mia essenza ... a te che forse ci sei sempre stato ...
Karma ...
Ho sempre creduto che nel corso della vita
tutto ritorni ...
e ne ho avuto la riprova in questi giorni ...
giorni in cui il passato mi ha sferzato come un boomerang che io stessa ho lanciato nell'universo ... Non potevo fare nulla ... se non attendere che le energie si bilanciassero e componessero nuovi disegni di vita ... solo la consapevolezza che stavo vivendo la cosa giusta mi ha dato la forza necessaria per andare avanti ... Poi ... è successo ... il cerchio si è chiuso ... e una nuova serenità ha colorato la mia anima ... ora so che altri cerchi sono pronti ... liberi di espandersi e di volare ... e io di volare con loro ... Non ho tempo per i rimpianti, per i se e per i ma ... ho vissuto sulla mia pelle che tutto ha un senso ... che l'unica cosa che non cambia mai è il cambiamento ... Adesso sento ... percepisco dal profondo ... che nascerà qualcosa di grande ...
e spirali di note armoniose vibrano dolcemente dentro di me ... L'amore ha un nome solo ...
E la vita sa sempre quello che fa ...
ti conduce attraverso giorni anestetizzati per dare tempo al tempo di lenire le ferite fino a farle divenire cicatrici sbiadite come lacrime asciugate dal vento ... poi ... pensieri aggrovigliati come stoffe intessute da mani nervose si trasformano in arazzi dai colori nitidi e brillanti ... e capisci ... capisci che ciò che vuoi dalla vita
non è un amore senza nome ... quello è solo una fragile scappatoia ... un guscio vuoto da riempire con frasi dal sapore di nulla ... E io voglio di più ... molto di più ...
di parole inflazionate con cui incartare i biscottini
della fortuna al take away cinese non so che farmene ...
Io viaggio i miei giorni col passo fluido e leggero di chi non ha paura di guardare in faccia l'amore ...
di chiamarlo col suo nome ... l'unico che ha ... semplice come tutte le cose immense e vere ...
amore ... I colori del silenzio ...
Silenzi trasparenti, fragili come cristalli
e basta un leggero soffio di vento per mandarli in frantumi ...
Silenzi che si colorano di luce nei riflessi dell'alba … Silenzi color sabbia che scivolano inesorabili nella clessidra del tempo costruendo muri che nessuna parola potrà mai valicare ... Silenzi opalescenti come le lacrime che racchiudono i frammenti di stelle cadute ... Silenzi dipinti di mare ... carezze che arrivano al centro dell'anima e per un attimo spengono il dolore ... Silenzi che hanno il volto della notte e parlano attraverso le note di un sax che volano nell'oscurità ad abbracciare la solitudine ... E poi ci sono silenzi che non hanno più colore laceranti come grida di ghiaccio il mio silenzio … il tuo silenzio … Percezioni ...
Attimo impercettibile ... anime che si guardano e si riconoscono nella stessa musica ... nello stesso oceano di emozioni ... anime che volano all’unisono ... Attimo impercettibile ... lo scenario cambia anime lontane ... parole in dissolvenza che inanellano catene di silenzi ... anime di ghiaccio dalle ali spezzate ... Chiudi gli occhi e ...
Chiudi gli occhi e ... respirami ...
respira le mie dita che disegnano su di te le parole eterne dell'amore ...
respira la mia tenerezza che avvolge la tua forza
e si libra in volo illuminando la notte ... questa notte di parole mormorate ... di musica che accarezza l'anima ... questa notte di desiderio vibrante e nudo ... di attimi rubati all’assoluto ... respira le mie labbra che ripetono all'infinito il tuo nome ... respira la mia pelle che profuma di te ... chiudi gli occhi e ... respirami ... respirami l'anima ... Jazz ...
Il nero inizia a suonare e la sua musica mi afferra
forte come artigli feroci,
dolce come carezze sfiorate e leggere ...
musica difficile almeno quanto la sua anima …
mi giunge sempre nuova ed inaspettata
come l’urlo dell’elefante colpito a morte …
stenti a credere che quella roccia grigia e indipendente
possa crollare un giorno da qualche parte … E poi il suo barrito ti trafigge come una lama tagliente
e rimani lì … con l’anima graffiata …
Il nero non esprime nulla,
ti ha già parlato con le sue note che schiaffeggiano il vento …
voci di una giungla conosciuta solo dalla sua gente …
che importa se ora vive a New York,
il barrito dell’elefante e’ qualcosa che ha sempre sentito …
senza averlo udito mai.
Una nota dopo l’altra senza spazio per pensare,
per immaginare il seguito.
Un urlo segue l’altro
o meglio il primo muore per il successivo.
Il nero e’ sudato come dopo una lunga danza,
come dopo la caccia al leone,
come dopo una corsa nella foresta ...
e sorride … sorride molto spesso …
Chi ha vissuto fra gli alberi e le fiere conosce molto più
di quanto non faccia credere …
Ha sfiorato la verità …
E il jazz e’ questo
urlo puro e disperato
cantilena sommessa
morire e risorgere di mille suoni diversi,
contrastanti, struggenti,
spigolosi, pungenti.
Dopo uno scroscio di applausi il nero si alza,
volta le spalle e scompare.
Va via anche il pubblico …
resto sola sotto il palco
cercando di afferrare l’ultima nota … La verità del ghiaccio ...
Le prime luci dell’alba uccidevano
lentamente il nero profondo della notte … ed io ... accoccolata vicino all’uomo venuto da lontano ascoltavo la sua voce di luna sussurrare piano … “Io vivo dove stelle e vento si incontrano trasportati da impalpabili pulviscoli di galassie perdute ... " Accarezzai tutta notte le sue mani di diamante ...
respirai tutta notte i suoi sguardi di zaffiro … lui è l’uomo venuto da lontano … sensazioni di freddo pungente le sue parole … lucide come seta le sue emozioni ... E vorrebbe riposarsi nel caldo ventre
di una donna di cristallo ...
nei suoi cuori infranti e tre paure nascoste …
ma lui è un uomo stella …
e corre ... brucia …
a volte splende … |
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